The Irregular King







Il Blog di Ehol

Say Goodbye To The Morning

March 5th, 2007

Sapete già delle mie ripetute difficoltà a continuare a scrivere sul blog.

Ci ero già venuto a patti, decidendo di scrivere un post ogni volta che ne avevo voglia, senza una scadenza prefissata e senza nessun obbligo.
Ma non è stata una strategia vincente.
Nel senso che più passa il tempo fra un post e l’altro e meno riesco a mettere insieme un post. O meglio, vorrei scrivere di me, di quello che mi sta succedendo, di come lo sto vivendo, delle millemila recensioni che mi andrebbe di fare perchè ho accumulato una marea di musica dal tempo dell’ultima recensione, escludendo ovviamente la recensione per i miei amici Jamin del mese scorso.
Ma più penso di mettere mano alla tastiera e più mi rendo conto che il mio privato è troppo privato per essere messo sul blog. E che scrivere recensioni che pochissimi leggono è “an exercise in self-indulgence”. Insomma, questo blog è assolutamente sterile.

Così oggi, a due anni esatti (5 marzo 2005) dall’inizio di questo blog (il blog da cui era nato tutto era precedente e con mia somma sorpresa esiste ancora), mi rendo conto che è inutile perseverare l’agonia.

Stacco la spina.

Non chiudo materialmente il blog, perchè per fortuna la morte di un blog non è un viaggio senza ritorno. Magari un giorno ritornerò a scrivere qualcosa. Magari no.

Per il resto sappiate che la mia vita è come una barca che veleggia su un mare calmo, in un mattino che esprime ancora tante promesse, verso un orizzonte ignoto e sereno. Le tempeste della vita arriveranno, prima o poi, ma spero di superarle con l’aiuto della mia ciurma fino ad arrivare alla meta finale del mio viaggio, che spero duri ancora molti e felici anni.

Arrivederci. A prima o poi.

Ehol aka Attilio

Some news

February 9th, 2007

Rieccoci dopo un bel po’ di tempo (d’altronde necessario per adeguarci al piccolino).
Non ho molto da dire tranne due cose :

  1. Ho cambiato provider. Diversi occhi attenti se ne sono accorti, non fosse per il fatto che la codifica Unicode dei server Linux su cui sono passato non riconosce i caratteri locali (le lettere accentate per capirci) codificati in ANSI nei post passati, provenienti da Windows (il sito prima era su dei 2003 server).
    Non è cambiato granchè nulla, ma mi sembrava una cosa da fare presente
  2. Il piccolino sta bene. Ci fa dormire non moltissimo, ma è nell’ordine delle cose

Direi che non mi viene in mente nient’altro, se non che nell’edizione di ieri del Secolo XIX hanno dedicato una pagina intera (la 27) al disco recensito due post fa (tra l’altro la recensione sul giornale è di qualità notevolmente superiore alla mia. Ma questo è un blog, non un giornale e va bene così). Sono molto contento per loro.

P.S. Mi stavo dimenticando : quando ho fra le braccia Simone, mi dimentico di tutto e sono l’uomo più felice del mondo … ;)
P.P.S. a. ha chiuso ?

Benvenuto Simone !

January 19th, 2007

Ciao, piccolino, benvenuto fra noi :)
Ti voglio bene
Il tuo papà, Ehol aka Attilio

Jamin t.b. - Canzoni In Bottiglia

January 18th, 2007

Non vi spaventate se questa band e questo album non li conoscete.
È il primo album di una band (temporanea come dice il nome stesso : t.b. sta per temporary band) formata da tre miei cari amici che mi sono sentito in dovere di recensire (anche dopo le velate pressioni per un commento da parte di uno di loro ;) ).

Canzoni in Bottiglia nasce … dunque … vediamo … 30 anni fa!
Si, avete capito bene : 30 anni. Quasi tutte le canzoni sono state composte tra il 1977 e il 1980 (tranne Noi e Un altro miglio scritte nel 2005) e come poeticamente descritto nel sottotitolo dell’album stesso, sono state affidate ai mari del tempo in una bottiglia e solo da poco sono state ripescate, ripulite, imbellettate e presentate al grande pubblico. Da qui il titolo.

Come commentare canzoni che provengono dagli archivi della memoria ? Beh, innanzittutto, come il realizzarsi del più classico dei sogni nel cassetto. E poi come l’affermare la potenza di testi che a distanza di tempo hanno ancora molto da dire e che possono suonare di stupefacente attualità.
Questo è uno di quegli album che viaggia sulla scia cantautorale dei grandi protesters degli anni ‘70, Guccini in particolare, ma che si rifà anche alla grande tradizione del cantautorato genovese (De Andrè, Tenco, Paoli, Fossati, e chi più ne ha più ne metta). Per cui una recensione che si possa ritenere degna di tale nome, deve per forza di cose scandagliare il primo punto di forza di tali tradizioni musicali : i testi.

Intanto, diciamo che tutti i testi (e le musiche) sono stati scritti da Bruno Vitali, Walter Romagnoli e Sandro Secchi, i tre componenti della band, (ma Secchi risulta accreditato solo per Noi, dolcissima canzone dedicata alla moglie e al loro “bellissimo figlio down” come recita la dedica nell’interno del libretto).
I testi di Vitali sono particolarmente critici verso la nostra società (Dell’America, Isole Lontane, Il Lungo Treno Lento, Inverno) e si sente la passione per un mondo che così com’è non è affatto soddisfacente e si vorrebbe potesse essere migliore.
Un miglioramento però che passa prima di tutto attraverso di noi, anche nelle piccole cose.
E nei sogni.
Più interiormente dibattute sono le canzoni di Romagnoli, spesso legate ad un’età giovanile piena di turbamenti d’amore (Lei-Sud) e di asfissia verso obblighi di cui non si condivide il senso (Lettera da una caserma), ma anche di dolente lamento verso un’esistenza provinciale e asfittica, che tarpa i grandi sogni e i grandi ideali (Storie, Venezia e).
Di Noi si è già detto, rimangono Il sole per gli sciocchi e Un altro miglio (quest’ultima, come detto, è recente), canzoni dedicate alla speranza di una vita che “Vale la pena” vivere qui e per la quale “abbiamo fra le mani, abbiamo in fondo agli occhi, il sole di domani, la cura per gli sciocchi“.
Testi poetici, mai banali, ispirati da un’età che non c’è più (i vent’anni), ma che certamente sono ancora (e purtroppo) tanto attuali.

Esaurito questo passaggio fondamentale, bisogna per forza di cose parlare della musica che accompagna (e lo dico senza retorica) questi poemi.
La musica è sorprendentemente fresca. E lo sottolineo perchè uno si aspetterebbe una certa “polvere” sopra le note, un segno del tempo che è passato.
Non che questo non si avverta comunque : d’altronde, per loro stessa ammissione, sappiamo in che epoca quasi tutte le canzoni sono state scritte. Ma l’operazione di riarrangiamento, di pulizia, di aggiornamento dei canoni melodici per portare il tutto ad un suono più aduso alle abitudini musicali del nostro tempo, mi sembra ben riuscita.
Per fare un esempio, l’intro e la melodia trainante di Venezia e, molto rockeggiante e a suo modo “heavy”, lasciano basiti. Ma in tutto l’album si sentono echi di ritmi esotici, schitarramenti furiosi, accompagnamenti orchestrali sontuosi e spesso, in ogni caso, una leggerezza e una varietà che è assolutamente piacevole.
Grande merito quindi a Secchi (e Polizzi) che, grazie ad un lungo e sapiente lavoro di manipolazione, ha(nno) ridato lustro a canzoni che altrimenti avrebbero avuto poco da dire se non agli amanti della musica di genere.
E tutto questo lo potete sentire grazie all’inserimento (come bonus track) dell’incisione originale di Dell’America fatta nel 1980: la differenza fra la prima traccia e l’ultima è notevole e bene dimostra il grande lavoro svolto.

Prima di concludere, una considerazione : mi rendo conto di non aver scritto neanche una pur minima critica all’album. Perchè non ce ne sono ?
Beh, in effetti non è che abbia trovato particolari pecche, però se proprio devo dirla tutta , una pecca c’è :
le armonie vocali e l’uso che i nostri tre autori/cantanti ne fanno.
Mi spiego meglio : spesso sia Romagnoli che Vitali, pur avendo una voce potenzialmente bella, si appiattiscono su un modo di cantare che sembra più parlato che cantato.
Alcune canzoni poi, denunciano i limiti del loro range vocale, specialmente sugli acuti.
Questo maggiormente si evidenzia quando alcuni cantanti di professione (ci sono numerose persone che hanno collaborato al completamento del disco), cantano parti di canzoni o canzoni intere (come Matteo Merli ne Il Sole per gli Sciocchi): la differenza fra il cantare amatoriale e quello professionale stride parecchio.
Ma non si può pretendere la perfezione e comunque, devo dire, che dopo diversi ascolti questo è un particolare che passa in secondo piano.

In conclusione : un bell’album d’esordio (ma non ho idea se la band avrà un seguito. Come quasi tutte le produzioni indipendenti solo se avrà un margine di “guadagno” potrà sperare di continuare l’avventura. Poi, mi auguro per loro che non sia così :) ), un album che pulsa dei sogni e delle speranze di una generazione che non è la nostra ma che, volenti o nolenti, ci ha influenzato tanto e come tale merita rispetto e ascolto.
Se foste interessati all’acquisto (il cd è a prezzo speciale) lo trovate nel negozio storico di Gianni Tassio in via del Campo oppure nel negozio di dischi di via Cairoli (di cui al momento non ricordo il nome). Mi spiace, ma fuori Genova, per ora, non credo sia disponibile.

Simone

January 12th, 2007

Ormai è in dirittura d’arrivo.
Abbiate pazienza se sono un pochino lontano dal blog, ma l’attenzione è tutta per lui :D

P.S. anche Ubuntu mi da da fare. Spero che Simone mi dia meno problemi, però :D

P.P.S. Faustuccio è in Africa in questo momento. È andato finalmente a prendere i suoi due splendidi bambini adottati. Non vedo l’ora di conoscerli :D

P.P.P.S. Con tutte ste faccine, mi sa che si capisce che è un momento particolarmente felice, no ?

Auguri

December 21st, 2006

Domani è l’ultimo giorno di lavoro, poi finalmente si va in festa per una decina di giorni.

Io lo so già che non riuscirò a scrivere nulla da qui all’anno nuovo, per cui con un largo anticipo, auguro a tutti i miei lettori (ma anche a quelli che neanche sanno che esisto. E che non si pensi sia un clichè, perchè a me i clichè non piacciono e in più ad augurare il bene alla gente io ci tengo davvero) :

Buon Natale e Felice Anno Nuovo ;)

I’m Going Slightly Mad

December 4th, 2006

It finally happened … I’m slightly mad!”

La citazione non è così difficile, ma è il senso che importa : ultimamente, attirato dalle sirene di Microsoft che annunciavano enormi cambiamenti nel suo nuovo sistema operativo, ho scaricato la RC1 e l’ho installata per prova. Bello, non c’è che dire.

Ma qualcosa non mi tornava. Così ho cominciato a navigare, studiare, verificare e alla fine sono giunto alla conclusione che … si rischia il bidone. E anche bello grosso.

Non sto a spiegarvi le mie personali conclusioni perchè esula dallo scopo di questo post.
Il punto è che alla fine mi sono messo alla ricerca di una alternativa.
E alla fine sono impazzito.
Impazzito d’amore, un amore a prima vista, un amore di quelli da impazzire leggermente.

Si, lo confesso. Mi sono innamorato di GNU/Linux :D E precisamente di Ubuntu.

Tra pochi giorni, ci sarà la consueta edizione del MARC e provvederò a comprare un nuovo hard-disk. Dopodichè, inizierà una nuova avventura.
Una avventura, come accade spesso alle persone innamorate, che mi porterà in lidi che non ho mai frequentato prima, una specie di viaggio ai confini della conoscenza (la mia) che mi darà grandi soddisfazioni.
O cocenti delusioni.

E se nella vita, le vere avventure sono altre (e a fine gennaio, chi mi conosce bene, sa che ne comincerò una che si può considerare come una delle più grandi nella vita di un uomo ;) ), concedetemi almeno di esaltarmi un secondo.
Tutta colpa del fanciullino, ormai dovreste saperlo ;)

The Irregular King

November 26th, 2006

Trovato sul suo blog :

Ecco, questa è una cosa che mi piace.
Il Re Irregolare.
Sa tanto di incompiuto, di un re che regna senza sapere su cosa.
Oppure, che regna a tratti e in altri momenti non sa nemmeno di essere un re.
Mi sembra la storia di questo blog.
E sapete che vi dico ? Da oggi questo blog cambia nome :D

Working 24h a week

November 24th, 2006

La prova mi sembra assai superata:
568 commenti spammosi da quando ho installato la nuova versione di WP e neanche uno è passato oltre il muro eretto da Akismet, il nuovo, potente motore anti-spam incluso in WordPress.

Devo ammettere che sono contento :D

New Life

November 20th, 2006

Penso che a occhio vi sarete già tutti accorti che ho apportato qualche cambiamento alla veste grafica del blog :)

In realtà c’è molto di più : ho aggiornato WordPress alla versione 2.0.5 e ne ho approfittato per cambiare qualcosa di più del motore. Ho trovato questo Tema che assomigliava molto a quello precedente ma che aveva alcune features migliori del precedente.

Penso che per un po’ questo sarà il mio nuovo template. Ora datemi un momento di tempo per editare alcune cosette e dovrebbe diventare definitivo ;)

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